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Un piccolo pezzo di Praga dentro di noi

Il 5 novembre io e altri quattro ragazzi dell’ITS Academy Alto Adriatico siamo partiti in direzione Praga con due van, pronti a trascorrere tre giorni in una delle capitali europee più affascinanti. Con me c’erano Angelo Gabriele Distefano ed Emiliano De Sibio, studenti del corso Full Stack Developer – biennio 2024–2026, Alessio Mingolo, del corso Sviluppatore Web Front End – biennio 2023–2025, e Alexandru Tanase, del corso Cybersecurity – biennio 2023–2025.

 

Undici ore di viaggio non sono state semplici: tra risate, musica e qualche sosta per sgranchirci le gambe, il tempo è passato più velocemente del previsto. Già al confine con la Repubblica Ceca, avevamo la sensazione che ci aspettasse qualcosa di speciale. Durante il tragitto ci siamo fermati più volte tra Austria e Repubblica Ceca, ma all’ingresso in città si respirava subito un’aria diversa.

 

Fin da subito ci hanno colpito i palazzi: architetture completamente diverse da quelle a cui siamo abituati, in parte dallo stile sovietico, in parte gotico, ma tutte incredibilmente suggestive.

Facciamo però un passo indietro. Durante il festival Pordenonelegge 2025, erano venuti nella nostra città cinque ragazzi praghesi insieme alla loro insegnante. Frequentano un liceo italo-ceco e, appassionati della lingua e della cultura italiana, avevano deciso di partecipare al festival per vivere da vicino un evento che ogni anno attira migliaia di persone. Io, insieme ad altri due studenti e due ex-studenti dell’ITS Alto Adriatico, siamo stati scelti per accompagnarli ai vari incontri. In quei tre giorni abbiamo avuto modo di conoscerci, confrontarci e scoprire le differenze tra le nostre culture. Al termine del festival, loro sono rientrati a Praga.

 

Torniamo al viaggio. Dopo aver ammirato i primi scorci della città, siamo arrivati in hotel. Posate velocemente le valigie, era già ora di cena e — su consiglio del nostro presidente Agrusti — siamo andati in un ristorante tipico praghese. L’atmosfera era accogliente e per tutta la serata un musicista ha suonato la fisarmonica dal vivo, un’esperienza per noi piuttosto insolita. Ho assaggiato una svíčková, uno dei piatti tradizionali della cucina ceca, accompagnata da ottime birre locali.

 

Dopo cena, insieme ai ragazzi praghesi, abbiamo fatto una passeggiata per ammirare alcune delle attrazioni principali: il Ponte Carlo, probabilmente il più famoso della città, e l’Orologio Astronomico, che abbiamo visto a mezzanotte in una piazza completamente deserta. Un momento davvero suggestivo. Tornati in hotel, siamo andati a dormire, pronti per la giornata successiva.

Il giovedì mattina, dopo colazione, siamo partiti con il van verso il liceo italo-ceco dei nostri amici. Lì abbiamo assistito a una lezione di letteratura italiana tenuta dal direttore artistico di Pordenonelegge, Gian Mario Villalta, dedicata ad alcuni scrittori del Novecento. Colpiva vedere con quanta attenzione la classe seguisse la lezione, comprendendo anche le sfumature più complesse.

 

Dopo la visita al liceo, ci siamo presi qualche ora per esplorare la città con più calma. Nel tardo pomeriggio siamo tornati in hotel per prepararci a un nuovo appuntamento: presso l’Istituto Italiano di Cultura abbiamo assistito all’incontro “Tendenze del romanzo e proposte editoriali”, con Gian Mario Villalta e Federica Manzon. Erano presenti anche il presidente Michelangelo Agrusti, il sindaco di Pordenone Alessandro Basso e, naturalmente, i ragazzi praghesi, ancora una volta molto partecipi.

Al termine dell’incontro abbiamo brindato insieme e ci siamo salutati, consapevoli che il giorno dopo saremmo rientrati. Prima, però, abbiamo approfittato delle ultime ore per visitare ancora la città, il Castello di Praga e la sua imponente cattedrale, da cui si godeva una vista spettacolare sulla città illuminata.

 

La mattina seguente, dopo colazione, abbiamo rifatto le valigie e caricato tutto sul van. Durante il viaggio di ritorno abbiamo osservato per l’ultima volta quei palazzi che tanto ci avevano colpito all’arrivo. Dopo undici ore siamo tornati a Pordenone, stanchi ma con la sensazione di aver riportato a casa molto più di un semplice souvenir: un piccolo pezzo di Praga dentro di noi.

 

Lorenzo Sgorlon

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